La nostra storia…

Era il 15 maggio 1954 quando Marcello Favaretto all’età di diciassette anni e mezzo, iniziò a lavorare in un negozio di scarpe.
All’epoca viveva a Caselle di Santa Maria di Sala e aveva un rapporto burrascoso con il padre; proprio per questo decise di andarsene di casa e, con l’aiuto economico di uno zio, aprì una piccola bottega a Spinea. A quel tempo il paese era molto diverso, e il negozio di Marcello si trovava poco fuori dal centro, nei pressi di un mulino, un forno e una latteria.

Quattro anni dopo l’apertura dell’attività Marcello dovette assentarsi per il servizio militare, e affidò la bottega ad alcune persone di famiglia, tra cui la sua fidanzata Nerina, che poi è diventata sua moglie. Al suo ritorno, constatò che la vendita diretta non era sufficiente, così decise di allargare i servizi per i clienti, avviando un’attività di riparazione di cui si occupava lui stesso. Addette alla vendita, inizialmente furono la moglie e due commesse, in seguito sostituite dalle tre figlie di Marcello: prima la maggiore, Silvia, poi Cristina e infine Mara, con Nerina sempre presente. L’impresa era dunque diventata a conduzione familiare, con grande orgoglio per Marcello. Nel frattempo la sede era cambiata: il negozio era più ampio del precedente e nel pieno centro del paese, dove si trova tuttora. In verità, da quanto emerge dai racconti di Marcello, egli non ha sempre fatto il calzolaio. “Da bambino sognavo di riparare motorini -spiega- ma si sa, a quei tempi la famiglia era sempre d’ostacolo. Così sono finito a lavorare in una macelleria, ma il mio primo compito è stato quello di uccidere capretti e non me la sono sentita, così sono scappato concludendo che quel lavoro non faceva per me”.

“Allora, seguendo le orme di mio padre, sono diventato calzolaio, e per un periodo di tempo abbiamo lavorato insieme, nonostante non andassimo molto d’accordo”. Quando gli viene chiesto se è soddisfatto del suo lavoro, Marcello risponde così: “Se tornassi indietro farei ogni cosa allo stesso modo, perché la clientela mi ha premiato valorizzandomi molto come calzolaio. Il giorno in cui smetterò di lavorare sarà perché la salute non me lo permetterà più”. E se tuttora, a più di settant’anni, Marcello esercita ancora la sua attività, è proprio perché ama infinitamente il suo lavoro, anche grazie alla presenza della moglie e delle tre figlie: “Avere la mia famiglia in negozio è la più grande soddisfazione della mia vita -dice – e questo alleggerisce il mio lavoro, rendendolo più piacevole da svolgere”.